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Sci e alimentazione

Come far fronte ad un grande dispendio di energie sulle piste da sci
Sci e alimentazione

Nonostante l’arrivo della primavera molti appassionati di Sci continueranno la loro stagione sulle nevi fino ad aprile inoltrato.

Lo sci è una disciplina sportiva del tutto particolare, anche perché comprende diverse varianti della stessa, pensate allo snowboard, il free-style, lo scialpinismo etc. Ma quello che è davvero particolare è che tale disciplina implica diversi aspetti fisici, mentali sociali ed emotivi del wellness.

Spesso il clima invernale e le sue caratteristiche possono indurre stati depressivi definiti Disordini Affettivi Stagionali (S.A.D.). Ma chi scia invece trova uno stato di benessere proprio dall’attività fisica all’aperto e con spesso esposizione al sole. Soprattutto chi non ha mai sciato potrebbe non realizzare a fondo quanto tale sport sia dispendioso sotto il profilo mentale e fisico non solo per i gruppi muscolari che vengono implicati nello sforzo ma anche per l’esposizione a temperature comunque spesso molto rigide.

Effetti positivi dello sci nel tempo

Lo sci richiede coordinazione psicomotoria e grande equilibrio e acquisizione di una sensibilità propriocettiva non indifferente E’ una disciplina molto tecnica che richiede anni di affinamento della tecnica alla ricerca del movimento “perfetto”, tanto che in gergo si dice scherzosamente…c’è chi scende e…chi scia…Più si scia più si accentuano queste capacità propriocettive che tendono ad indebolirsi con l’età.

Lo sci infatti rallenta molti processi d’invecchiamento e rinforza muscoli, tendini ed ossa, addirittura evidenziando anche una riduzione dei processi osteoporotici. Oltre a questo ci sono molti aspetti mentali poi che vengono esaltati quali una maggiore socializzazione proprio per il fatto di essere in compagnia. Ma se il dispendio è, in un certo senso così alto, come alimentarsi in montagna sulle piste da sci?

Una corretta alimentazione sulle piste da sci

Diciamo che ci sono due aspetti da considerare: uno è quello che lo sci è anche una disciplina ludica, ricreativa quindi lascia spesso spazio alla convivialità di viverla con gli amici visitando diverse baitine e rifugi vari, ove assapore piatti tipici locali, l’altro è che per affrontare una lunga giornata sulle piste bisogna alimentarsi con razionalità e criterio, al fine di evitare sia cali energetici sia rischi di danni osteoarticolari che miofibrillari.

Un pasto molto importante della nostra giornata diventa così la colazione in quanto proprio in questa ingeriamo la giusta quantità di macro e micronutrienti per fornire il giusto apporto di energia per la giornata, considerando che spesso si scia per diverse ore prima di fermarsi per una pausa. Oggigiorno, c’è da dire che le colazioni fornite da hotel e b&b sono molteplici e molto gratificanti sotto diversi aspetti, spesso anche con preparati tipici fatti in casa.

Possiamo quindi privilegiare mix di cereali aggregati o muesli o avena con miele o marmellate che spesso sono fatte in casa con yogurt del posto combinando anche qualche alimento proteico in modo da avere anche quell’apporto proteico che ci consente un più lento rilascio di energia per le ore a venire.

Per quanto riguarda la pausa pranzo spesso si è portati a sostare in baita, il chè va molto bene ma a patto di non esagerare con l’introito calorico per per non appesantire troppo la digestione fino alla sospensione dell’attività motoria sciistica e soprattutto di limitare il consumo di alcool. Sciare significa “guidare” un mezzo, proprio alla stessa stregua della guida di un veicolo, con tutto quelli che sono gli effetti negativi dell’alcool sui riflessi psichici e motori.

Ottimizzare le energie

Lo sci è un’attività impegnativa soprattutto se non si è particolarmente allenati o si fanno diversi giorni consecutivi, perciò una grande attenzione deve essere posta al pasto serale ove l’alimentazione deve garantire un ottimo recupero funzionale.

In questo caso, si può scegliere un primo piatto di pasta o riso con secondo e contorno, per consentire un buon reimmagazzinamento delle riserve di glicogeno epatico e muscolare per i giorni successivi. In conclusione lo sci è un ottima disciplina sportiva, eseguita in contesti davvero affascinanti e se qualcuno di voi non l’avesse ancora provato, non vi resta che armarvi solo di buona volontà e “inforcare” gli sci ai piedi.

Rricordate, però, casco sempre in testa perché la sicurezza viene prima di ogni altra cosa.

Buon divertimento a tutti!!!!!!

 

Prof. Pierluigi Pompei
Unità di Farmacologia e Nutrizione dello Sport
Università degli Studi di Camerino
Comitato Scientifico ESNS (European Sport Nutrition Society)

 


Riferimenti bibliografici:

Courtney Eaton, The Benefits of Skiing, University of New Hampshire