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Isoflavoni ed esercizio fisico

La strada per la salute
Isoflavoni ed esercizio fisico

La strada per la salute

“Se fossimo in grado di fornire a ciascuno la giusta dose di nutrimento ed esercizio fisico, né in difetto, né in eccesso, avremmo trovato la strada per la salute” (Ippocrate 460-377 a.C.).

Questo concetto così antico, ma sempre attuale, enuncia come una corretta ripartizione dei principi alimentari (Carboidrati, Proteine e Lipidi) e dei nutrienti (monosaccaridi, aminoacidi, acidi grassi, minerali, vitamine e polifenoli) insieme ad un adeguato esercizio fisico, siano elementi fondamentali per vivere in salute e prevenire le patologie.

L’attività fisica

L’attività fisica, si può distinguere, in base all’intensità e alla durata, in attività aerobica (es. corsa, ciclismo, nuoto) e attività anaerobica (es. bodybuilding, atleti centometristi). Durante l’esercizio fisico, per soddisfare la maggiore richiesta energetica, aumenta il consumo di ossigeno.(1)

Quest’ultimo, attraverso delle specifiche reazioni, causa la formazione di radicali liberi, che a loro volta provocano danni a livello cellulare e nel tessuto muscolare (2-3).

Per bilanciare questa condizione e ridurre lo stato ossidativo, nel nostro organismo è presente un sistema di difesa antiossidante costituito geneticamente, rappresentato dalla catalasi, dalla superossido dismutasi, e dal glutatione perossidasi.

Questo sistema endogeno, in condizioni di sport competitivo, eccessivo e prolungato, può non essere sufficiente a contrastare l’elevata formazione dei radicali liberi, responsabili dell’invecchiamento cellulare, dell’infiammazione tissutale e di alcune patologie quali le malattie cardiovascolari, le neurodegenerative, le osteodegenerative, il diabete e i tumori (4).

Gli antiossidanti migliorano il recupero muscolare

Per sopperire alla carenza funzionale del sistema antiossidante endogeno è necessario introdurre antiossidanti esogeni con la dieta. Nello sportivo quindi, per migliorare la performance, il recupero muscolare, l’infiammazione e di evitare le complicazioni a livello cardiovascolare, è fondamentale un regime alimentare equilibrato ricco di sostanze antiossidanti.

In merito, alcuni studiosi, Sanchez-Quesada JH e coll.(5), hanno rilevato che durante una corsa sportiva di 4 ore, si verificava un aumento dell’ossidazione del Colesterolo-LDL, lipoproteina, che in tale forma è capace di localizzarsi sulle parete delle arteriole ostruendole, comportando anche una riduzione del flusso sanguigno a livello tissutale.

La somministrazione di 1 gr di vitamina C, nota per le importanti proprietà antiossidanti, era capace di contrastare l’ossidazione delle LDL. Recenti studi, hanno dimostrato l’efficacia dell’effetto biologico di un gruppo di sostanze, appartenenti alla classe dei polifenoli e alla famiglia delle leguminose, presenti prevalentemente nella soia, definite “isoflavoni”.

Isoflavoni, antiossidanti della soia

È stato evidenziato che l’assunzione quotidiana di alimenti contenenti isoflavoni, riduce la perossidazione lipidica della membrana cellulare e l’infiammazione dovuta nello sportivo all’incremento di alcune citochine pro-infiammatorie (IL-6, IL-10, IL-8), del TNF-α, (fattore di necrosi tumorale) e della PCR, (proteina C-reattiva) (6-7).

Gli isoflavoni, oltre ad avere proprietà antiossidanti sono noti per ridurre i rischi di malattia cardiovascolare . Essi possiedono un’importante azione antinfiammatoria, infatti sono capaci di diminuire la produzione di citochine proinfiammatorie e sono conosciuti anche come antidolorifici (8).

E’ stato inoltre recentemente evidenziato che gli isoflavoni in forma biologicamente attiva, sono capaci di migliorare lo svuotamento gastrico con conseguente ridotta persistenza degli alimenti nello stomaco, facilitandone la digeribilità(9).

Una dieta corretta

In conclusione, nello sportivo, gli isoflavoni, attraverso un regime alimentare equilibrato, possono agire in diversi modi: sulla produzione di acido lattico, sulle citochine proinfiammatorie, sull’eccitabilità dei recettori del dolore nocicettivi, sul Colesterolo-LDL ossidato e sullo svuotamento gastrico.

Grazie a queste diverse funzioni, tali nutrienti risultano essere fondamentali durante l’esercizio fisico, per un miglior recupero muscolare, una riduzione del dolore dovuto alla liberazione di citochine e di acido lattico e nello sportivo che deve compiere una competizione, un miglior controllo del senso di ripienezza post-prandiale.

Importante ricordare che una della cause di morte nello sportivo è la malattia cardiovascolare, che come spiegato, può essere prevenuta con una “giusta dose di nutrimento”.

Quindi, ritornando alla frase iniziale, notiamo come Ippocrate aveva già intuito da tempo che, una dieta corretta in quantità e qualità, con una “giusta dose di esercizio fisico” , ci possano condurre verso la strada della salute e del benessere.

 

Dr.ssa Roberta Russo
Biologa Nutrizionista
S.C. Gastroenterologia e Epatologia – Azienda Ospedaliera di Perugia

 


Bibliografia

  1. Singh VN . J. Nutr. 1992: 122; 760-65
  2. Urso ML, et alt. Toxicology 2003: 189; 41-54
  3. Clarckson er alt. Am.J Clin Nutr 2000; 72 (suppl) : 637S-46S
  4. Setchell D.R.K. J.Nutr. 1999: 129;758S-767S
  5. Sanchez-Quesada et al. Coron Artery Dis: 1998:9; 249-55
  6. Liu J et al. J.Agric Food Chemistry . 23; 53(6)-2333-40
  7. Huang Y et al. J.Clin. Endocrinol Metab. 2005: 90; 7; 3956-3962
  8. Romano B et al.Phytotherapy: 2013; 27;11;1588-1596
  9. Setchell DRK et al: 2013:36(11); 3495-3497