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Proteine della soia nello sport

Non tutti gli sport sono uguali
Proteine della soia nello sport

Non tutti gli sport sono uguali, cambiano le necessità energetiche in base al tipo di attività, così come cambia il timing per l’introduzione di alcuni cibi e la distribuzione stessa dei nutrienti nell’arco della giornata.

Resta il fatto, comune in tutti gli sport, che la varietà nell’alimentazione di uno sportivo sia uno dei punti fondamentali non solo per la salute ma anche per la qualità della prestazione stessa e per il giusto recupero, senza escludere a priori alcuni gruppi di alimenti per pregiudizi o abbondare con altri oltremodo.

Tre sono i nutrienti base che l’organismo utilizza durante l’attività fisica: carboidrati, grassi e proteine. Le calorie in più ottenute da queste molecole sono necessarie per conservare la massa muscolare e per soddisfare le richieste energetiche dell’organismo.

Gli atleti in genere, a prescindere dal tipo di sport, hanno un aumentato fabbisogno di proteine, questo non vuol dire che sia necessario ricorrere solo ed esclusivamente alla carne, considerato di solito alimento proteico per eccellenza, che anzi può essere controproducente in quantità elevate, ma in un’ottica di varietà puntare per esempio sui legumi (piselli, fagioli, ceci, cicerchie, lupini) come pure la soia e derivati (latte di soia, tofu, tempeh).

Questi cibi non solo hanno circa 7-10 grammi per porzione di proteine, ma sono pure ricchi di carboidrati complessi, fibre, ferro, calcio e vitamine del gruppo B. La soia tra l’altro presenta un profilo proteico molto interessante per uno sportivo. I suoi semi vantano un contenuto di proteine pari al 37% circa del peso secco, una percentuale ben superiore rispetto a quella di altri alimenti ricchi di proteine e che ne contengono circa 20-25 grammi per ogni etto di prodotto.

Abbinandola inoltre, come del resto vale per gli altri legumi, con cereali e derivati, si ottiene un matching perfetto dal punto di vista della completezza degli aminoacidi.

Le proteine della soia contro il colesterolo

Un vantaggio delle proteine della soia rispetto a quelle animali è il basso contenuto in grassi saturi e colesterolo, caratteristica che conferisce al legume proprietà preventive nelle patologie cardiovascolari, e non è un fatto da tralasciare visto che esiste un dato statistico secondo cui una delle cause più frequenti di morte nei soggetti che praticano sport competitivi siano proprio le patologie cardiovascolari per l’aumentato stress ossidativo che provoca la deposizione del colesterolo Ldl ossidato ( considerato “cattivo”), nelle pareti delle arterie ostruendole.

Per questo motivo, già nel lontano 1998, l’FDA (Food and Drug Administration) ha fatto la seguente affermazione “25 grammi di proteine della soia al giorno, nel contesto di una dieta povera di grassi saturi e colesterolo, possono contribuire ad abbassare il rischio di cardiopatie (malattie del cuore)”. Chiaramente partendo sempre da un prodotto di qualità, non ogm, inserito in una dieta bilanciata.

 

Dott.ssa Melissa Finali

Laurea Triennale in Scienze Biologiche.
Laurea Magistrale in Biologia e Ambiente.
Master Internazionale di II livello in Nutrizione e Dietetica.
Ha iniziato la sua carriera lavorativa come Divulgatrice Scientifica per una Cooperativa Veneta. Tornata in Umbria, ha intrapreso la carriera di Biologo Nutrizionista libero professionista, senza però lasciare la divulgazione: oltre all’attività ambulatoriale, infatti, collabora con realtà come la Fondazione Veronesi, il centro C.U.R.I.A.Mo, la Fondazione Giulio Loreti e la Rivista Optima Salute. Docente di Cosmetologia presso la scuola di estetica Form&Job e membro del gruppo Nutrizionisti per l’Ambiente.
Iscritta all’Albo dell’Ordine Nazionale dei Biologi sez.A – N° AA_072173.


Bibliografia

“Ingestion of soy-whey blended protein augments sports performance and ameliorates exercise- induced fatigue in a rat exercise model”.
Ren J., 2017

“Altered lipid metabolism in rat offspring of dams fed a low-protein diet containing soy protein isolate”.
Yoon M., 2017

“Potential Role of Amino Acid/Protein Nutrition and Exercise in Serum Albumin Redox State”.
Wada Y., 2017

www.fda.gov