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Le Zone blu


I segreti dei popoli più longevi della terra
Le Zone blu


Ci sono dei luoghi in cui sogniamo di vivere, immaginando la nostra vita più felice, forse per la vicinanza al mare, le bellezze del paesaggio o l’affabilità degli abitanti.

Ci sono dei posti dove la vita è addirittura più lunga, dove vivere serenamente e godere di una vecchiaia in salute. Sono cinque i posti incantati sparsi sul nostro pianeta, posizionate le bandierine su: Sardegna (provincia di Nuoro), Icaria (Grecia), Okinawa (Giappone), la penisola di Nicoya (Costarica) e (la comunità Avventista di) Loma Linda in California.

Luoghi distanti tra loro, con gli abitanti più anziani del pianeta, battezzati “Zone blu della longevità”. Aree geograficamente isolate, tre sono isole e due sono circondate da catene montuose, in cui la selezione naturale ha agito indisturbata, al riparo dalle perturbazioni dei flussi migratori. In passato erano già stati effettuati studi indipendenti, riguardo la dieta o la predisposizione genetica, per cercare di spiegare la presenza elevata di centenari in queste regioni. Si sono così viste delle caratteristiche a livello cromosomico o genico che potrebbero aver favorito un ritardo nel processo di invecchiamento. Inoltre, l’isolamento dei paesini o dei villaggi fa sì che la vita quotidiana sia poco sedentaria: occorre spostarsi a piedi o in bici per ogni tipo di commissione. Lo stile di vita generale è molto semplice, privo di comodità, e l’attività fisica è inevitabile poiché ci sono le pecore da portare al pascolo, l’orto da curare, la legna da tagliare, gli impasti da preparare a mano… Inoltre, per motivi religiosi gli Avventisti compiono lunghe passeggiate, mentre gli abitanti di Okinawa si dedicano da sempre alle arti marziali. È altresì presente un forte senso di finalità delle attività quotidiane: anche da anziani si continua ad avere un ruolo importante nella società e nella famiglia, in una situazione globale in cui l’anno più pericoloso per la salute è quello in cui si va in pensione.

Sono comunità semplici, ma fortemente coese da una fitta rete di interazioni sociali, familiari e religiose. Tre collanti che influenzano positivamente la salute individuale, per tutta la vita. L’Organizzazione Mondiale della Sanità definisce la salute come: “benessere psicofisico di un individuo, dinamicamente inserito nel proprio ambiente”. Forse una triste notizia per i solitari, ma la forza del lupo è il branco e le Zone blu lo dimostrano.

Sul desco dei pastori sardi si consumano pranzi multigenerazionali molto affollati, nei quali i nonni imboccano i tris-nipoti, con reciproco vantaggio per la salute di entrambi. A Okinawa l’organizzazione sociale prevede l’inserimento, alla nascita, in piccoli gruppi esterni alla famiglia, in cui regna la solidarietà tra i membri. Per gli Avventisti del Settimo Giorno il senso di appartenenza al “gruppo” è fortissimo e incrementato dal credo religioso. La spiritualità di questi popoli non è da sottovalutare, come fattore benefico per la salute: la preghiera e la meditazione riducono lo stress e aumentano il senso di fiducia.

Infine il cibo di lunga vita. L’essenza di eccessi è una costante. Per i Giapponesi è buona norma alzarsi da tavola prima di sentirsi sazi, dopo aver usato piccole stoviglie per porzioni ridotte. Una buona percentuale di Avventisti è vegetariana o vegana. In Sardegna e a Icaria viene seguita la dieta Mediterranea, basata sul consumo di derivati del grano duro e legumi. Integrazioni interessanti riguardano il formaggio sardo, molto ricco di Omega-3, perché ottenuto da animali allevati al pascolo, e il vino autoctono estremamente ricco in resveratrolo. A Okinawa, la regina incontrastata è la soia, fonte di fitoestrogeni dalle proprietà antinvecchiamento. Nella penisola di Nicoya la dieta si basa su riso e fagioli, senza lesinare sulle proteine animali da pollo e manzo, assumendo però la quantità di fibra più alta di tutto il Costarica, e la più bassa di latte. L’abbinamento cereali e legumi, che sia riso e fagioli oppure grano e soia, è ampiamente utilizzato da tutti questi popoli… Che sia questo il segreto per arrivare a cent’anni?

Dott.ssa Laura Erba


Sitografia

http://news.nationalgeographic.com/2015/04/150412-longevity-health-blue-zones-obesity-diet-ngbooktalk/

Bibliografia

The Blue Zones: areas of exceptional longevity around the world

Michel Poulain, Anne Herm and Gianni Pes Vienna Yearbook of Population Research 2013 (Vol. 11), pp. 87–108

Longer leukocyte telomere length in Costa Rica’s Nicoya Peninsula: a population-based study.

Rehkopf DH1, Dow WH, Rosero-Bixby L, Lin J, Epel ES, Blackburn EH. Exp Gerontol. 2013 Nov;48(11):1266-73. doi: 10.1016/j.exger.2013.08.005. Epub 2013 Aug 27.

Sociodemographic and Lifestyle Statistics of Oldest Old People (>80 Years) Living in Ikaria Island: The Ikaria StudyDemosthenes B. Panagiotakos, Christina Chrysohoou,* Gerasimos Siasos, Konstantinos Zisimos, John Skoumas,Christos Pitsavos, and Christodoulos StefanadisCardiol Res Pract. 2011; 2011: 679187. Published online 2011 Feb
24. doi: 10.4061/2011/679187

The Nicoya region of Costa Rica: a high longevity island for elderly males

Luis Rosero-Bixby,corresponding author William H. Dow, and David H. Rehkopf Vienna Yearb Popul